Cronache Economiche

18.12.2020

Commissione Economica e Commerciale mista (JETCO) Italia-Turchia

Si è tenuta il 10 dicembre scorso la seconda sessione in formato virtuale della Commissione Economica e Commerciale mista (JETCO) Italia-Turchia, organizzata su impulso del Ministero degli Affari Esteri Italiano e del Ministero del Commercio Estero Turco. È stata presieduta dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, insieme alla Ministra del Commercio turca, Ruhsar Pekcan. Presenti altresì: il Sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e la Vice Ministra turca del Commercio, Gonca Yilmaz Batur. La conferenza ha rappresentato l’opportunità di rinsaldare i già buoni rapporti economici e commerciali con un partner importante come la Turchia, di tutelare gli interessi delle aziende italiane presenti in loco, in uno spirito di dialogo costruttivo, e di promuovere e rafforzare la cooperazione economica bilaterale e l’interscambio tra i due paesi (€ 16,5 miliardi nel 2019). Inoltre, è stata un’occasione unica per le aziende italiane interessate ad entrare sul mercato turco, o per entrare in contatto con investitori turchi interessati al mercato italiano. La Commissione congiunta ha visto la partecipazione di 122 aziende italiane e 77 aziende turche. Il Ministro Di Maio ha osservato che, per sfruttare appieno le potenzialità del partenariato economico con la Turchia, occorre puntare sul rafforzamento delle sinergie industriali ed economico-commerciali, in particolare nel settore delle infrastrutture di trasporto ed energetiche; sull’incremento del flusso di investimenti bilaterali; sul miglioramento dell’accesso al mercato turco per le merci italiane e sulla promozione di future collaborazioni su mercati terzi. Estremamente importante è la modernizzazione dell’attuale Accordo di Unione doganale UE-Turchia, requisito fondamentale per l’eliminazione delle barriere esistenti all'accesso al mercato. Di Maio ha aggiunto che entrambi i paesi hanno obiettivi comuni anche nel settore energetico, in particolare nelle rinnovabili, nella diversificazione energetica e nel miglioramento dell'offerta. Le aziende italiane sono particolarmente attive nel campo delle energie rinnovabili, ha sottolineato. Il Ministro del Commercio turco ha evidenziato che l'Italia è un importante partner commerciale, terza destinazione di esportazione delle merci turche e quarto importatore per il paese. Obiettivo comune è quello di raggiungere un volume di scambi bilaterali di $ 30 miliardi dagli attuali $ 20 miliardi. Inoltre, l'Italia è vista come un partner strategico negli investimenti reciproci, opportunità di business e commerciali in molti settori per le aziende italiane e turche. Nel corso del Business Forum Italia-Turchia, moderato dal Sottosegretario Di Stefano e dalla Vice Ministra Batur, sono stati evidenziati cinque settori prioritari: Macchinari; Energie alternative; Infrastrutture, con particolare attenzione al settore ferroviario; Aerospaziale; Petrolchimico. Inoltre, sono stati organizzati B2B tra aziende italiane e turche appartenenti ai cinque settori indicati. La riunione virtuale della 2° sessione della JETCO ha inoltre fornito una cornice istituzionale per la firma di due importanti intese commerciali: un Memorandum of Understanding tra ICE Agenzia e la controparte turca DEIK, per rafforzare la cooperazione tra le due agenzie; un Memorandum of Understanding tra SACE e Ronesans, multinazionale con sede principale in Turchia ed uno dei principali appaltatori europei nei settori edile e delle infrastrutture, con l'obiettivo di espandere le opportunità di business e rafforzare la cooperazione commerciale bilaterale.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Importante cambio al vertice del Ministero delle finanze

Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan ha nominato quale nuovo Ministro del Tesoro e delle Finanze, Lütfi Elvan, in sostituzione del Ministro dimissionario Berat Albayrak. Nella dichiarazione del 10 novembre (poco dopo aver prestato giuramento in Parlamento), Elvan ha promesso di combattere con risolutezza l'inflazione e di aumentare la qualità della finanza pubblica, mantenendo una disciplina fiscale ed adottando tutti gli strumenti disponibili “favorevoli al mercato” per raggiungere la stabilità dei prezzi. Considerando che il tasso di inflazione annuale ha raggiunto quasi il 12%, più del doppio dell'obiettivo originario del Governo, la gestione dell’economia si concentrerà su un programma di trasformazione condotto tramite “micro-riforme”, cercando nel contempo di potenziare la stabilità macroeconomica. Dunque, maggiore capacità produttiva interna, più occupazione, aumento dell’export attraverso processi di produzione innovativi, più investimenti internazionali e minore dipendenza dalle importazioni. La nomina del neo-Ministro ha avuto effetti benefici sulla lira che è tornata a salire di oltre il 10% rispetto al dollaro statunitense.

Secondo dichiarazioni del neo-nominato Ministro del Tesoro e delle Finanze turco, Lütfi Elvan, rese durante le discussioni sul bilancio alla Grande Assemblea Nazionale, la Turchia effettuerà riforme strutturali per facilitare gli investimenti per gli imprenditori nazionali ed internazionali. Il premio di rischio della Turchia sarà ridotto attraverso politiche economiche che saranno attuate in modo trasparente, prevedibile e stabile. La tendenza alla ripresa dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni stimolerà lo sviluppo ed aiuterà l'economia a crescere dello 0,3% nel 2020. Dunque, grande importanza alla stabilità macroeconomica, finanziaria e dei prezzi con l’obiettivo di proteggere la disciplina fiscale, di aumentare il coordinamento tra le politiche monetarie e fiscali, di migliorare il clima di fiducia tra gli investitori e di seguire un modello di reddito basato sulla produzione, generando al contempo programmi di trasformazione sociale ed economica per ridurre gli effetti negativi della pandemia. Le affermazioni di Elvan convalidano gli impegni già annunciati dal Presidente Recep Tayyip Erdoğan sui nuovi piani economici che consentiranno un clima migliore per gli investitori stranieri sostenuti da un sistema giudiziario efficiente.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Interscambio commerciale nel periodo gennaio-ottobre: Italia 6° partner commerciale della Turchia

L’interscambio commerciale con la UE (principale partner commerciale della Turchia con il 36,5% dell’interscambio totale), ha registrato un calo del 4,6% passando da $ 119,1 miliardi del 2019 a $ 113,7 miliardi USD nei primi dieci mesi del 2020. Le importazioni dalla UE sono passate da $ 55,1 miliardi a $ 57,5 miliardi (4,5%), mentre le esportazioni verso la UE sono diminuite del 12,3%, passando da $ 64,1 a $ 56,1 miliardi. La graduatoria dei principali partner commerciali mostra al primo posto la Germania con $ 29,7 miliardi di interscambio (1,7%rispetto al 2019), di cui 16,9 miliardi di importazioni (9,4%) e 12,9 miliardi di esportazioni (-6,8%) con un saldo negativo per la Turchia di $ 4,1 milioni. Segue: la Cina, con 20,1 miliardi di interscambio (16,1%), di cui 18,3 miliardi di import (18,2%) e 2,3 miliardi di export (1,1%) ed un saldo negativo per la Turchia di $ 16 miliardi. L’Italia si posiziona quale 6° partner commerciale con 13,6 miliardi di interscambio totale (-13,9%) rispetto al 2019, di cui 7,2 miliardi di importazioni (-6,4%) e 6,4 miliardi di esportazioni (-20,9%) e un saldo negativo per la Turchia di 745 milioni di USD. Nel periodo gennaio-ottobre 2020, l’Italia si conferma il quinto fornitore della Turchia dopo Cina, Germania, Russia, Stati Uniti e il quinto cliente dopo Germania, Regno Unito Stati Uniti e Iraq. Le tre voci prevalenti dell’export verso l’Italia riguardano: autoveicoli, trattori e parti di ricambio; macchinari ed apparecchiature meccaniche; ferro e acciaio. Le principali categorie dell’import si riferiscono a: macchinari ed apparecchiature meccaniche; autoveicoli, trattori e parti di ricambio; materie plastiche.

Per il report completo cliccare:

BILANCIA_COMMERCIALE_GENNAIO_OTTOBRE_2020.pdf

Dec 18, 2020 @ 10:38application/pdf1.37 MB

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

L’Italia al primo posto tra gli investitori esteri nei primi mesi del 2020

Secondo recenti dati del Ministero del Commercio turco, la Turchia ha attratto investimenti diretti esteri (IDE) per $ 3,9 miliardi nel periodo gennaio-agosto, di cui circa $ 3,2 miliardi sono stati investiti nel settore dei servizi, $ 764 milioni nel comparto dell'industria e $ 2 milioni nell’agricoltura. L'Italia ha contribuito maggiormente con investimenti diretti in Turchia pari a $ 966 milioni. Seguono: Stati Uniti con $ 745 milioni, Regno Unito con $ 439 milioni, Paesi Bassi con $ 354 milioni, Lussemburgo con $ 231 milioni, Germania con $ 229 milioni, Irlanda con $ 149 milioni e Norvegia con $ 104 milioni. Negli anni 1984-2002, gli investimenti esteri diretti in Turchia sono stati di $ 14,6 miliardi, mentre nel periodo 2003-2019 gli IDE hanno raggiunto un valore di $ 217,5 miliardi. Gli afflussi di investimenti esteri diretti in Turchia nel mese di agosto sono stati pari a $ 536 milioni, in diminuzione rispetto allo stesso mese dell'anno precedente (-$ 266 milioni). Gli investimenti effettuati dagli investitori turchi nel 2019 sono ammontati a poco più di $ 2,9 miliardi, portando il totale dal 2003 al 2019 a $ 45,6 miliardi. Gli investimenti diretti effettuati dalle imprese turche all'estero ad agosto sono aumentati del 14,9% a $ 162 milioni rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Segnali di una politica monetaria più restrittiva

La Banca Centrale turca (CBRT) ha inasprito la politica monetaria nei primi giorni di novembre alzando il tasso ufficiale di 475 punti base dal 10,25% di ottobre al 15%. La decisione è stata presa nella prima riunione del Comitato della Politica Monetaria (MPC) della Banca alla guida del nuovo Governatore, l'ex Ministro delle Finanze Naci Agbal, nominato il 7 novembre. La stretta monetaria, la più rigorosa in oltre due anni, che annuncia un segnale importante per una nuova era, sarà decisamente sostenuta fino a quando non si raggiungerà un calo permanente dell'inflazione e la stabilità macroeconomica e finanziaria. La Banca ha identificato i fattori che hanno influenzato negativamente le prospettive di inflazione del paese, quali gli effetti "ritardati" del deprezzamento della lira turca, l'aumento dei prezzi alimentari internazionali ed il peggioramento delle aspettative di inflazione. A seguito dell’aumento del tasso di interesse, la lira ha guadagnato terreno rispetto ad altri tassi di cambio di circa il 2,5% rispetto al dollaro. Secondo dichiarazioni del Governatore della Banca Centrale turca, Naci Agbal, in una videoconferenza sulle politiche monetarie e di cambio del prossimo anno, il tasso di inflazione annuo per il 2021 dovrebbe raggiungere il 9,4%, a seguito di una politica rigida e decisa, prima di stabilizzarsi intorno al 5% nel medio termine, in linea con l’obiettivo del Governo. Il tasso di inflazione previsto di fine anno 2020 è del 12,1%, mentre, secondo il Nuovo Programma Economico della Turchia per il 2021-2023, l'obiettivo fissato dal Governo per quest'anno è del 10,5%. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Turkish Industry and Business Association (TUSIAD), Simone Kaslowski, in una videoconferenza sui settori sostenibili ha elogiato le recenti mosse intraprese dalla Banca Centrale per combattere l'inflazione. Kaslowski ha inoltre sottolineato la necessità di una programmazione trasparente e prevedibile a breve ed a lungo scadenza in termini di investimento e di maggiore crescita ed occupazione. Il Presidente ha altresì affermato l’esigenza di implementare i settori strategici, tra cui indubbiamente, uno di questi è l'industria, nella quale la quota del valore aggiunto è bassa rispetto ai paesi concorrenti e la produzione ad alta e medio-alta tecnologia è al di sotto delle aspettative.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Aumento del PIL della Turchia nel terzo trimestre 2020

Secondo gli ultimi dati trimestrali pubblicati il 30 novembre dall'Istituto di Statistica turco (TurkStat), il PIL ha registrato un tasso di crescita del 6,7% nel periodo luglio-settembre del 2020, nonostante il nuovo focolaio di coronavirus, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Il PIL a prezzi correnti è stato di 1,4 trilioni di lire turche (197,4 miliardi di dollari USA) a luglio-settembre. Si auspica che il PIL raggiunga 702 miliardi di dollari per il 2020 e 735 miliardi di dollari il prossimo anno. Per quanto riguarda le attività che costituiscono il PIL, il valore aggiunto totale è aumentato del 41,1% nelle attività finanziarie e assicurative, del 15% nell'informazione e della comunicazione, dell'8% nell'industria, del 6,4% nel settore delle costruzioni, del 6,2% nell'agricoltura, del 6,0% nelle altre attività di servizi, del 2,8% nelle attività immobiliari, del 2,4% nella pubblica amministrazione, istruzione, salute ed assistenza sociale, dell’0,8% nei servizi. È invece diminuito del 4,5% nelle attività professionali, amministrative e di servizi di supporto. Su base trimestrale destagionalizzata, il PIL è aumentato del 15,6% rispetto al trimestre precedente.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Tasso di disoccupazione del 12,7% a settembre

Secondo i dati dell’Istituto di Statistica turco (Turkstat), il tasso di disoccupazione della Turchia è stato del 12,7% a settembre, con un calo di 1,1 punti percentuali su base annua. Il numero di disoccupati di età pari o superiore a 15 anni è diminuito di 550.000 a poco più di 4 milioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia di età 15-24 anni è sceso del 24,3%, con una diminuzione di 1,8 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione non agricola è sceso di 1,5 punti percentuale al 14,9% su base annua durante il mese di settembre. Su base annua, il tasso di occupazione è stato registrato al 44,1% con una diminuzione di 2 punti percentuali. Ad agosto, il tasso di disoccupazione del paese era del 13,2%.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Tasso di inflazione annuale della Turchia al 14,03% a novembre

Secondo gli ultimi dati dell’Ente di Statistica turco (Turkstat), il tasso di inflazione annuale è aumentato a novembre al 14,03% dall’11,89 di ottobre (+2,14 punti percentuali), il più alto aumento registrato dall’agosto dello scorso anno. Il tasso di inflazione a novembre 2019 era invece del 10,56%. Il rialzo annuale più elevato dei prezzi è stato registrato nel comparto dei beni e servizi vari (+29,42%), cibo e bevande analcoliche (+21,08%), trasporti (+18,67%) e sanità (+16,25%). Al contrario, bassi aumenti annuali sono stati osservati nel settore dell’istruzione (+7%), comunicazione (+5,19%) ed abbigliamento e calzature (+0,99%). Il tasso di inflazione su base annua è aumentato anche per acqua, elettricità, gas ed altri combustibili per uso domestico (+ 9,12% rispetto al precedente 8,37%). Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un aumento del 2,30%, dopo un aumento del 2,1% di ottobre ed al di sopra delle aspettative del mercato di un aumento dell’1%. I dati hanno mostrato che aumenti mensili elevati hanno interessato i trasporti (+4,51%), le bevande analcoliche (+4,16%) e gli arredi e le attrezzature per la casa (+1,69%). I gruppi che hanno indicato l'aumento mensile più basso sono stati: comunicazione con lo 0,12% e sanità con lo 0,80%. A novembre, l'unico gruppo principale che ha mostrato un calo è stato l'istruzione con lo 0,19%. Per gli indici dei principali gruppi industriali, gli aumenti mensili hanno interessato: beni intermedi (+4,77%) beni di consumo durevoli (+2,74%), beni di consumo non durevoli (+4,17%), energia (+2,79%) e beni capitali (+2,58%). L'obiettivo di inflazione di fine anno del Governo per il 2020 è del 10,5%, come stabilito nel Nuovo Programma Economico della Turchia annunciato lo scorso settembre.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Segnali di attenzione verso gli investitori internazionali

Si è svolto ad Istanbul l'International Investment Summit 2020, il forum virtuale di cinque giorni, iniziato il 7 dicembre ed organizzato da International Investors Association (YASED) in occasione del 40° anniversario di fondazione dell’Associazione in Turchia. Il Forum, che rappresenta uno dei più importanti incontri per i principali investitori internazionali del mondo e start-up turche, ha ospitato alti funzionari governativi, tra cui il Presidente Recep Tayyip Erdogan, il Ministro del Tesoro e delle Finanze Lütfi Elvan, il Ministro dell’Industria e della Tecnologia Mustafa Varank, il Ministro del Commercio Ruhsar Pekcan, nonchè esperti e rappresentanti del settore. Il Presidente Erdogan, nel discorso di apertura, ha ribadito la volontà del Governo di volere migliorare ulteriormente l’ambiente degli investimenti con nuove riforme economiche e legali. L’obiettivo è quello di porre la Turchia come un centro ideale per gli investitori nazionali ed internazionali alla ricerca di nuovi mercati con elevata capacità produttiva, offrendo basso rischio, elevata fiducia e guadagni soddisfacenti. Secondo quanto dichiarato dal Ministro del Tesoro e delle Finanze, Lütfi Elvan, durante il Forum, in Turchia - paese che offre opportunità significative per nuovi investitori - saranno implementati risolutamente le riforme per incentivare gli investimenti. Il Paese può adattarsi alle mutevoli condizioni avendo un'industria ben sviluppata, in grado di produrre la quasi totalità di prodotti, ed aperta altresì all’innovazione tecnologica (R&D). La versatilità delle strutture logistiche, gli incentivi ed in particolare la forza lavoro dinamica e qualificata aumentano i profitti e la produttività di tutti gli imprenditori che investono in Turchia, in modo trasparente, responsabile, razionale e prevedibile secondo le regole dell'economia di mercato. La presenza di start-up si rafforza giorno per giorno soprattutto nei settori fintech, biotecnologia e gioco. Elvan ha anche affermato che il Governo è concentrato sulla sostenibilità macroeconomica, finanziaria e dei prezzi, osservando che l'inflazione è aumentata più del previsto al 14,03% a novembre, il massimo da agosto 2019. Intervenendo al vertice, il Ministro dell'Industria e della Tecnologia Mustafa Varank ha invece evidenziato gli investimenti diretti esteri (IDE), osservando che la Turchia ha attirato $ 222,5 miliardi di IDE negli ultimi 18 anni. Tuttavia, poiché la performance negli ultimi due anni non è stata a livello desiderato, gli IDE globali dovrebbero diminuire di circa il 40% quest'anno a causa della pandemia. Il periodo di contrazione potrebbe continuare nel 2021. Gli afflussi di IDE in Turchia sono stati pari a 4,3 miliardi di dollari nei primi otto mesi del 2020, in calo del 33% rispetto allo scorso anno. Varank ha anche sottolineato che si sta preparando la prima strategia nazionale per gli investimenti esteri diretti insieme all'Ufficio per gli Investimenti della Presidenza per attrarre investimenti ad alto valore aggiunto. I preparativi dovrebbero essere completati nel mese di dicembre e si auspica che la strategia possa essere condivisa con il pubblico all'inizio del 2021. Secondo il Ministro del Commercio, Ruhsar Pekcan, la Turchia, situata nei corridoi energetici e con la presenza di forza lavoro giovane istruita, è un centro di attrazione per gli IDE, ricordando inoltre che il paese ha la capacità di produrre secondo gli standard dell'UE. Pekcan ha annunciato il lancio di due nuovi progetti per la crescita del paese: “First step to exportation” e“Technology investment on production and exportation”. Inoltre, notevole importanza è stata attribuita alla auspicata realizzazione del Green Deal dell’UE per trasformare l’infrastruttura del sistema produttivo a beneficio delle esportazioni turche e dei settori quali energia, ambiente e trasporti. Secondo dichiarazioni del Capo dell'Ufficio Investimenti della Presidenza, Burak Daglioglu, la Turchia vedrà un volume maggiore di flussi di investimenti nei prossimi cinque anni. Nella sessione, dedicata a Turkey: Reshaping Venture Capital in Emerging Markets, tenuta alla presenza di imprenditori turchi, Daglioglu ha dichiarato che i capitali di rischio e le imprese tecnologiche sono tra i punti prioritari dell'agenda presidenziale. Inoltre, l'importo totale investito in start-up è di circa $ 100 milioni all'anno. Dal 2018, la Turchia -quale uno dei paesi leader in questo campo- ha registrato un volume totale di 3,5 miliardi di dollari. Considerando il crescente interesse degli investitori stranieri e delle acquisizioni, la Turchia è uno dei mercati più redditizi al mondo per gli investitori in fase iniziale.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Prevista apertura di un Centro OCSE ad Istanbul

Il Ministro del Commercio, Ruhsar Pekcan, durante una sessione online della riunione ministeriale dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), ha annunciato l’apertura di un nuovo Centro OCSE ad Istanbul entro la fine dell'anno, che porterà benefici alla Turchia ed al territorio regionale dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa. Il Centro sarà istituito per sostenere la competitività, l’imprenditorialità, il commercio, la governance, l’innovazione, il capitale umano, la connettività, lo sviluppo delle infrastrutture, la resilienza economica, la crescita verde e la ripresa dalla pandemia da coronavirus.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Potenzialità in Turchia per energie rinnovabili ed efficienza

Secondo dichiarazioni del Presidente dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE), Fatih Birol, in occasione della riunione sul "Global Energy Outlook 2020 e Turchia", tenuta virtualmente dalla “Turkish Independent Industrialists and Businessmen's Association (MÜSIAD)”, la Turchia presenta un potenziale significativo sia in termini di efficienza energetica che di risorse rinnovabili. Il paese è in grado di esportare le sue tecnologie di energia rinnovabile in Medio Oriente, Africa e Caucaso, grazie ai passi compiuti in tale settore. In considerazione della crescente domanda energetica, è auspicabile che vengano implementati progetti per la produzione di energia nucleare, quale “conditio sine qua non” per le tecnologie rinnovabili. Secondo quanto affermato dal Presidente di MÜSIAD, Abdurrahman Kaan, il consumo di energia della Turchia è aumentato costantemente, contribuendo alla quota di energia del paese a livello globale. Considerando le variazioni annuali del consumo energetico, si evidenzia una crescita media del 4,4% nel periodo 2000-2018. Secondo Kaan, il paese esborsa circa $ 13 miliardi (110,89 miliardi di TL) all'anno per il gas naturale e la recente scoperta di gas naturale nel Mar Nero di 405 miliardi di metri cubi (bcm) può garantire il fabbisogno di gas fino a 10 anni e ridurre il deficit delle partite correnti. Secondo l’AIE, è previsto che entro il 2025 la Turchia possa conquistare il quinto posto in Europa per l’aumento della capacità di energia rinnovabile dai 44,6 GW del 2019 ai 66,8 GW. Nel 2019, l'energia idroelettrica generata è stata di 28,5 GW, l'eolica di 7,58 GW mentre il solare di 6 GW. La geotermia, la bioenergia e altre fonti hanno rappresentato i restanti 2,52 GW. La capacità di energia rinnovabile della Turchia ha iniziato ad aumentare notevolmente dopo il 2008, anno in cui la capacità totale installata era di 14,3 GW. L’Agenzia prevede che questa tendenza continui a velocità significativa. Alla fine di quest’anno, l'energia rinnovabile in Turchia dovrebbe raggiungere i 47,3 GW con un aumento di circa 1,1 GW di energia idroelettrica e quasi 900 megawatt (MW) di energia eolica. Tutte le società di produzione di energia in Turchia, interessati a beneficiare del “meccanismo di supporto delle risorse energetiche rinnovabili (YEKDEM)”, dovranno completare i loro progetti entro il 31 giugno 2021. Si stima che l'energia eolica totale aumenti del 146% a 12,8 GW, rispetto ai livelli di fine 2019, e che l’energia solare, risorsa redditizia con enormi progetti pianificati, abbia una crescita più rapida entro il 2025, aumentando del 280% a 16,8 GW. Le aspettative sulle energie rinnovabili sono state supportate da un rapporto pubblicato a novembre da AIE “Renewables 2020” sulle analisi e previsioni al 2025.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Avanza la produzione per l’auto elettrica turca

L’evento fieristico EXPO 2020 ha avuto luogo dal 18 al 21 novembre ad Istanbul, organizzato dall'Associazione Indipendenti Industriali e Imprenditori (MÜSIAD). La manifestazione, a scadenza biennale, ha ospitato aziende di vari settori tra cui alimentare, edile, immobiliare, turistico, medico, logistico e tessile. Nel primo giorno dell’apertura, il Ministro dell'Industria e della Tecnologia, Mustafa Varank, ha dichiarato che, nell’ottica di creare un ecosistema della mobilità da zero, l'auto elettrica turca sarà prodotta localmente al 51% ed arriverà sul mercato nel 2022 fino a raggiungere gradualmente il 68% entro il 2026. Eventi come EXPO aiutano la Turchia a sviluppare nuove forme di cooperazione con quei paesi con cui ha un limitato volume di scambi. Molti imprenditori turchi, che hanno incontrato gli investitori stranieri, hanno completato con successo progetti nei settori del software, della biotecnologia, della sicurezza informatica, dei big data e dell'intelligenza artificiale (IA). In Turchia sono stati già presentati i modelli di auto elettrica SUV e berlina, prodotti dal gruppo automobilistico turco Automobile Joint Venture Group (TOGG), un consorzio di società turche che lavorano in collaborazione con l’Unione turca delle Camere e delle Borse merci (TOBB). Entrambi i veicoli sono modelli completamente elettrici. La produzione in serie del SUV inizierà nel 2022, seguita dalla berlina. L'auto è stata progettata dalla società di design “Pininfarina”. TOGG il mese scorso ha firmato un Accordo di partnership con Farasis, produttore di batterie per veicoli elettrici, per l'utilizzo delle celle della batteria dell'azienda cinese nella gamma di prodotti TOGG e molti fornitori locali sono già entrati a far parte della famiglia TOGG per cooperare nella produzione. Tra i fornitori: giovani imprese e startup che non hanno mai lavorato con nessun altro produttore principale. La produzione di batterie avverrà anche in collaborazione con un marchio globale. Le celle della batteria saranno fornite da Farasis ed i moduli ed i pacchi batteria saranno sviluppati e prodotti congiuntamente in Turchia. TOGG dovrebbe produrre entro il 2030 cinque diversi modelli di auto - un SUV, una berlina, una berlina C, un B-SUV e un B-MPV - e deterrà i diritti di proprietà intellettuale ed industriale. Le auto avranno un'autonomia di 300-500 chilometri (186-310 miglia) e le loro batterie potranno essere caricate fino all'80% in meno di 30 minuti.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

L'aeroporto di Istanbul riceve il premio per la trasformazione digitale

Il nuovo mega aeroporto di Istanbul è stato individuato come il migliore nella categoria della "trasformazione digitale" in Europa, ed ha ricevuto "il Digital Transformation Award” in occasione del 16 ° Annual Airport Council International (ACI) Europe Best Airport Awards, organizzato ad Istanbul. I giudici hanno ritenuto che l'aeroporto abbia adottato una chiara strategia di digitalizzazione con un'ampia gamma di soluzioni tecnologiche in atto per creare un'esperienza di viaggio senza interruzioni e modernizzare le operazioni airside in linea con la visione di un aeroporto digitale. Tra le soluzioni digitali evidenziate dai giudici: il centro elaborazione dati per i servizi IT e la piattaforma blockchain per il flusso di informazioni tra l'aeroporto e gli stakeholder. L'aeroporto di Istanbul, che opera con tre piste dallo scorso giugno, è uno degli aeroporti più importanti e più grandi del mondo con una capacità annua di circa 90 milioni di passeggeri. Si prevede che l'aeroporto ospiti 200 milioni di passeggeri all'anno con piena capacità, dopo il completamento di tutte e quattro le fasi con sei piste entro il 2028. Il secondo aeroporto di Istanbul, Sabiha Gökçen, è stato inserito nella categoria "25-40 milioni di passeggeri", ma il premio è andato all'aeroporto di Lisbona. Entrambi gli aeroporti sono stati elogiati per gli sforzi volti a migliorare le misure di sicurezza e salute contro la pandemia da coronavirus e per le soluzioni digitali offerte ai passeggeri.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Forte calo dei turisti stranieri nel 2020

Secondo i dati del Ministero della Cultura e del Turismo, la Turchia ha accolto circa 11,2 milioni di visitatori stranieri durante i primi 10 mesi del 2020 (meno 72,5% su base annua). Il Paese ha ospitato circa 5,7 milioni di visitatori stranieri negli ultimi tre mesi (da agosto ad ottobre), mentre durante i mesi di aprile e maggio, nel pieno del picco della pandemia, i visitatori sono stati solamente circa 50.000. Nel periodo gennaio-ottobre, Istanbul è rimasta la principale attrazione turistica della Turchia, attirando il 37,09% di tutti i visitatori (circa 4,15 milioni). Seguono la città turistica mediterranea di Antalya con il 27,67% (oltre 3,1 milioni di visitatori stranieri) e la provincia nord-occidentale di Edirne, al confine tra Bulgaria e Grecia, che ha visto la terza quota più alta con il 13,47%. Circa 8,5 milioni di visitatori sono giunti in Turchia per via aerea, 2,5 milioni hanno scelto le autostrade, 148.550 sono arrivati per via mare e 162.188 hanno utilizzato la rete ferroviaria: i russi hanno rappresentato circa il 17,06% (quasi 1,91 milioni di visitatori), seguiti dai tedeschi con il 9,26% (1,03 milioni di visitatori) e dai bulgari con circa l'8,91% (997.470). Nel mese di ottobre, il Paese ha registrato 1,74 milioni di visitatori stranieri, in calo del 59,40% su base annua.

Secondo le dichiarazioni del Ministro della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy, rese in occasione della sessione online del 10 ° Congresso Internazionale del Turismo, il settore turistico subirà probabilmente un calo del 70% a fine anno a causa della pandemia da coronavirus. Le entrate turistiche si sono ridotte in modo significativo quest'anno a causa delle restrizioni sui viaggi in tutto il mondo, della chiusura delle frontiere e del calo complessivo della domanda dei consumatori. Si stima che il 2020 si chiuda con poco più di $ 11 miliardi di entrate turistiche e oltre 15 milioni di viaggiatori. I dati del Ministero della Cultura e del Turismo hanno mostrato che nel 2019 le visite di stranieri in Turchia sono aumentate del 14,1% su base annua, superando i 45 milioni di stranieri, rispetto a quasi 39,5 milioni nel 2018. Secondo l’Ente di Statistica turco (TÜRKSTAT), nel 2019 le entrate turistiche della Turchia sono state di $ 34,5 miliardi ed il paese ha accolto 51,9 milioni di visitatori, un aumento del 13,7% rispetto all'anno precedente, composto dall'86,2% di stranieri e dal 13,8% di cittadini turchi residenti all'estero.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Le esportazioni agricole della Turchia aumentano nonostante la pandemia

Secondo dichiarazioni del Ministro delle Foreste e dell'Agricoltura, Bekir Pakdemirli, le esportazioni turche basate sull'agricoltura sono aumentate del 6,3% su base annua nei primi nove mesi del 2020. In 18 anni, il fatturato dell’export agricolo è passato da $ 3,7 miliardi a $ 18 miliardi. La Turchia ha esportato 1.827 tipi di prodotti agricoli in 193 paesi. Sottolineando che il settore agricolo-forestale in Turchia ha continuato a crescere di giorno in giorno, Pakdemirli ha affermato che il rendimento è aumentato del 47% negli ultimi due anni, raggiungendo 277,5 miliardi di lire (34,5 miliardi di dollari). La Turchia, con un profitto agricolo del valore di 48,7 miliardi di dollari, è stato un paese leader in Europa e tra i primi 10 al mondo. L'agricoltura è progredita davanti a molti settori con una crescita del 4% nel secondo trimestre del 2020 ed il settore continuerà ad aggiungere forza all'economia chiudendo quest'anno con una crescita significativa.

CONTINUA A LEGGERE

18.12.2020

Mercato automobilistico nel periodo gennaio-novembre

Secondo l’ultimo rapporto settoriale dell'Associazione dei Produttori automobilistici (OSD) di novembre 2020, le case automobilistiche in Turchia hanno prodotto circa 1,15 milioni di veicoli (tra automobili e veicoli commerciali) nel periodo gennaio-novembre del 2020, segnando un calo del 13% su base annua. Anche la produzione di autovetture del paese è diminuita del 14% a 761.743 durante lo stesso periodo. Le esportazioni automobilistiche totali sono diminuite del 28% su base annua a 821.900 unità. Il fatturato dell’export è stato di $ 23,1 miliardi, in calo del 19% rispetto allo scorso anno. Le principali case automobilistiche internazionali - tra cui Ford, Honda, Hyundai, Mercedes, Renault e Toyota - hanno i propri stabilimenti in Turchia, che è uno dei principali mercati mondiali di vendita di autoveicoli. A novembre, la produzione di auto è aumentata del 5,4% su base annua a 143.264. Le vendite di autovetture sono aumentate del 67,3% a 529.388 nei primi 11 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il mercato totale delle auto e dei veicoli commerciali leggeri del paese è cresciuto del 72% a 668.495 unità da gennaio a novembre. Sono stati venduti 139.107 veicoli commerciali leggeri, con un aumento del 92,8% su base annua. Su base mensile, il mercato totale delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri ha registrato un aumento del 37,8% a novembre, raggiungendo 80.141 vendite. Le vendite di autovetture sono aumentate di oltre un terzo (34,6%) a 64.357 nel mese. Il mercato automobilistico ha mostrato un aumento del 7,4% a novembre rispetto alla media decennale delle vendite di novembre. In base alle tipologie di carrozzeria, la preferita è stata la berlina con una quota di mercato del 44,1% e 233.470 unità. Di seguito i SUV, che hanno rappresentato il 29,5% con vendite di 156.269 unità. Le vendite di automobili a benzina hanno presentato invece una quota del 51,7% con 273.570 unità, quelle a diesel del 40,4% con 214.072 unità e quelle a gas del 4,2% con 22.344 unità. Nel periodo sono state vendute 568 auto elettriche e 18.834 ibride.

CONTINUA A LEGGERE