16.01.2026
COMMERCIO ESTERO. I dati riferiti al mese di novembre 2025 e quelli preliminari relativi ai primi undici mesi del 2025
Secondo i dati diffusi lo scorso 31 dicembre da Turkstat, in collaborazione con il Ministero del Commercio, nel mese di novembre 2025 le esportazioni turche sono ammontate a 22,5 miliardi di dollari, con un incremento dell’1,3% rispetto allo stesso mese del 2024. Le importazioni hanno invece raggiunto 30,5 miliardi, con una crescita del 2,6% su base annua.
Nei primi undici mesi del 2025, le esportazioni hanno totalizzato 247,2 miliardi di dollari, segnando un aumento del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le importazioni, nello stesso intervallo, si sono attestate a 329,7 miliardi, in crescita del 5,7%. Il deficit commerciale è salito a 82,67 miliardi di dollari (+12,6% rispetto ai mesi gennaio-novembre 2024).
PRINCIPALI PAESI FORNITORI (novembre 2025)

Nel medesimo periodo, i principali mercati di destinazione dell’export turco sono stati: Germania (20,4 miliardi di dollari), Regno Unito (15,1 miliardi), Stati Uniti (14,2 miliardi), Italia (12,2 miliardi) e Iraq (11,4 miliardi), che insieme hanno rappresentato il 29,8% del totale delle esportazioni turche.
Per quanto riguarda le importazioni, i principali Paesi fornitori sono stati: Cina (44,9 miliardi di dollari), Federazione Russa (38,6 miliardi), Germania (27,8 miliardi), Stati Uniti (16,5 miliardi) e Svizzera (14,3 miliardi).
Secondo i primi dati parziali relativi all’intero 2025, l’export turco verso i Paesi confinanti (Azerbaigian, Bulgaria, Georgia, Iraq, Iran, Siria e Grecia) è salito invece a 28,4 miliardi di dollari, con un aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente. L’Iraq si è confermato il principale partner commerciale della Turchia tra i Paesi vicini (10,3 miliardi), seguito dalla Bulgaria (4,7 miliardi), Grecia (3,5 miliardi) e Siria (2,6 miliardi).
I dati settoriali indicano che le esportazioni della Turchia verso i Paesi confinanti sono state guidate dal comparto “chimica e prodotti chimici”, con un valore di 4,34 miliardi di dollari, seguono i “cereali, legumi, semi oleosi e prodotti correlati” (3,16 miliardi) e “mobili, carta e prodotti forestali” (2,44 miliardi).