INFLAZIONE. I dati ufficiali di novembre 2025: l’inflazione annua torna a scendere al 31,07%

I dati pubblicati lo scorso 3 dicembre da TurkStat, l’Istituto nazionale turco di statistica, indicano che, a novembre, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) su base mensile è cresciuto dello 0,87% a fronte del 2,55% registrato nel mese di ottobre. Un ribasso superiore alle attese che si aggiravano all’1,20% grazie alla discesa della componente alimentare sotto l’1%. L’inflazione su base annua si è attestata al 31,07%, in calo rispetto al 32,87% di ottobre. Il tasso di novembre, inferiore alle previsioni, ha toccato il livello più basso degli ultimi quattro anni.

Resta significativo l’aumento su base annua dei prezzi nei settori dell’istruzione (+66,17%), dell’abitazione (+49,92%), dei prodotti alcolici e tabacco (+30,70%), della ristorazione e ospitalità (+33,91%), della sanità (+29,46%), dei trasporti (+29,33%) e dei beni alimentari (+27,44%).

I maggiori contributi all’inflazione annuale derivano dalle spese per affitti (+7,57%), per l’acquisto di beni alimentari (+6,83%), dai trasporti (+4,55%) e dalla ristorazione e ospitalità (+2,82%). Su base mensile, a novembre, a spingere i rincari sono state soprattutto le voci relative alle attività creative e culturali (+3,33%) e alle spese per tabacco e alcolici (+2,42%), per l’effetto dei rincari delle sigarette.

Secondo le previsioni raccolte da economisti e esperti, la mediana delle stime indica che anche per il 2026 la CBRT continuerà nel ciclo di allentamento portando il tasso di riferimento intorno al 28%, con un range di previsioni tra il 25 e il 31%.

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