OECD Economic Outlook 2025

Il 2 dicembre scorso l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha pubblicato l’analisi semestrale delle principali economie e le prospettive per i successivi due anni per ciascun Paese membro.

Per la Turchia, l’OCSE stima una crescita del PIL del 3,6% nel 2025, in aumento dal 3,2% indicato a settembre. Per il 2026 la crescita è vista al 3,4%, contro una precedente previsione del 3,2%. Nel 2027 l’economia dovrebbe accelerare al 4%. L’OCSE richiama però la persistenza delle pressioni sui prezzi: l’inflazione dovrebbe diminuire gradualmente, avvicinandosi a circa il 10% entro la fine del 2027, ma con rischi “ancora orientati al rialzo”. L’OCSE ha rivisto la stima dell’inflazione “headline” 2025 al 34,5% (dal 33,5%) e quella del 2026 al 20,8% (dal 19,2%). Per il 2027, l’inflazione headline è prevista rallentare fino all’11,7%.

Il rapporto sottolinea che la tendenza alla disinflazione potrebbe consentire tagli dei tassi di oltre 20 punti percentuali nei prossimi due anni, ma sottolinea che condizioni monetarie restrittive dovrebbero essere mantenute finché l’inflazione non scenderà in modo duraturo.

Sul fronte fiscale, l’OCSE prevede che il deficit di bilancio della Turchia si riduca dal 3,1% del PIL nel 2025 al 2,8% nel 2027.

Infine, l’OCSE ritiene che il dazio degli Stati Uniti del 15% sulle importazioni dalla Turchia introdotto ad agosto avrà probabilmente un impatto limitato, ma avverte che un indebolimento della domanda da parte dei Paesi del blocco UE potrebbe rappresentare un freno alle esportazioni di Ankara.

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